La displasia dell’anca nel cane. Che cos’è? Come riconoscerla?

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È una patologia multifattoriale a carico dell’articolazione tra bacino e femore.

Si riscontra prevalentemente in soggetti di taglia grande e gigante e alcune razze risultano particolarmente predisposte: Pastore Tedesco, Labrador retriver, Golden retriver, Terranova, Bovaro del Bernese, Rottweiler, San Bernardo, Alaskan Malamute, Bulldog inglese, Boxer, Dogue de Bordeaux.

Cause di displasia dell’anca

Come già accennato, si tratta di una patologia multifattoriale, questo significa che i fattori che possono determinare la displasia sono molteplici:

  1. fattori genetici: spesso questa patologia è congenita, è cioè già presente alla nascita del soggetto (NB: le patologie congenite sono diverse dalle patologie ereditarie);
  2. fattori alimentari: diete iperproteiche nei cuccioli (nelle fasi critiche dell’accrescimento) sono responsabili di un notevole sviluppo della massa muscolare a discapito dello sviluppo osseo. In questo modo la muscolatura è incapace di garantire il mantenimento della normale congruenza articolare. Si assisterà, nel tempo a allontanamento della testa del femore dalla cavità acetabolare del bacino (che normalmente ha una forma simile ad una coppa che accoglie la testa del femore) e una riduzione progressiva dell’area di contatto tra le due superfici articolari. Questa condizione provocherà diverse alterazioni a carico di cartilagine articolare; microfratture ossee e alterazioni del profilo acetabolare e della testa femorale, tutte possibili cause di artrosi.

Sintomi di displasia dell’anca

Questa patologia può colpire, a seconda della causa che la provoca, soggetti giovani di età compresa tra 4 e 12 mesi e soggetti adulti e anziani.

Nei soggetti giovani:

  1. riluttanza del cane a muoversi;
  2. rigidità ed iperestensione ( =estensione degli arti oltre la normalità) degli arti;
  3. la caratteristica corsa “a coniglio”;
  4. riluttanza a eseguire salti e a salire le scale e a giocare con altri cani.

L’entità della zoppia è estremamente variabile: da lieve, che si manifesta solo dopo un intenso esercizio fisico, a marcata, quando il cane ha difficoltà a manteneri in piedi a causa di un dolore molto forte. La zoppia tende a ridursi nel tempo perchè il cane trova la sua stabilità, ma non scompare del tutto. Pian piano poggia gli arti posteriori e li coinvolge nel movimento.

Nei soggetti adulti/anziani:

  1. la zoppia tende a manifestarsi dopo intensa attività fisica;
  2. rigidità articolare al mattino e si affaticano facilmente durante le passeggiate o il gioco;
  3. tendono a sedersi e, se invitati ad alzarsi, lo fanno con estrema lentezza e difficoltà.

La rigidità, il dolore articolare e la perdita di massa muscolare determinano evidenti disturbi funzionali a carico degli arti posteriori.

Attualmente nuovi farmaci e tecniche chirurgiche innovative permettono al cane con displasia di condurre una vita relativamente normale e, in molti casi, priva di dolore. Uno screening accurato della popolazione canina può prevenire la trasmissione della malattia alle generazioni future attraverso l’esclusione dalla riproduzione dei soggetti affetti dalla patologia.


Creato: martedì, gennaio 17th, 2012 alle 17:04

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